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- ABBRONZATURA
- DRENANTI E ANTICELLULITE

FITOTERAPIA:

- ARTROSI
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FITOTERAPIA PER I BAMBINI

I MULINI A VENTO VI INVITA Sabato 05/11/2011 alle 16.00 AD UN POMERIGGIO INFORMATIVO “La Fitoterapia per i bambini” Coliche gassose,allattamento,stipsi,diarrea, dermatite atopica Malattie da raffreddamento Presentano la Dott.ssa Raso Loredana e la Dott.ssa Raspanti Nada DOPO L'INCONTRO SAREMO LIETE DI INVITARVI NELLA SALA Tè PER, UN'ASSAGGIO DEI NOSTRI PRODOTTI

 

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PROPOLI BIOSLINE ... la difesa contro l'inverno

L'inverno è alle porte e questo è il momento di pensare a rinforzare le difese contro la stagione fredda, a questo scopo Biosline propne nella linea Influnell Propoli otto risposte specifiche per aumentare le difese contro l'inverno, una line di prodotti specifica a base di Propoli + Semi di Pompelmo per una doppia efficacia. la Propoli (propolis) ricca di flavonoidi come la crisina, la pinocimbrina e la galangina, ha proprietà batteriostatiche, fungicide e disinfettanti; i Semi di Pompelmo (citrus paradisi) hanno efficacissime proprietà antibatteriche, e non indebolisce il sistema immunitario. INFLUNELL PROPOLI DIFESE: effervescente al gusto agrumi che abbina alle proprietà della Propoli e dei Semi di Pompelmo, le proprietà immunostimolanti della Vitamina C e dello Zinco soluzione idroalcolica con contagocce INFLUNELL PROPOLI TOSSE: sciroppo balsamico adatto anche ai bambini;abbina ai Semi di Pompelmo e ala Propoli, l'estratto di Piantaggine ad azione emolliente e lenitiva sulle mucose delle vie respiratorie, l'Edera che favorisce la fluidificazione bronchiale e gli oli di Eucaipto e Pino Mugo ad azione balsamica INFLUNELL PROPOLI GOLA: perle msticabili all'azione della Propoli e dei Semi di Pompelmo, associa la Radice di Liquirizia e l'Erisimo per il benessere della gola, e gli oli essenziali di Timo Bianco ed Anice ad effetto balsamico spray gola analcolico in cui viene associato anche l'Astragalo per favorire le difese. I fitocomplessi di Salvia ed Erisimo concorrono al benessere della gola e gli oli essenziali di Eucalipto e Menta svolgono azione balsamica. INFLUNELL PROPOLI NASO: 10 essenze uso esterno, ideale per profumare e purificare l'aria è una miscela balsamica di Tea Tree, Timo Vulgare, Eucalipto, Pino Palustre, Pino Silvestre, Pino Pumilio, Limone, Meliss, Lavanda e Rosmarino. spray nasale INFLUNELL PROPOLI NASO-LABBRA: pomata lenitiva nutriente ed idrtante con Burro di Karitè, Oleolito di Calendula, Propoli e Pompelmo è utile in caso di naso arrossato e labbra screpolate BIOS LINE ... NATURA ATTIVA izione News o Evento…

 

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KIT PRE 20

Ingredienti: Echinflu200 capsule Echinflu200 effervescente Steriman gel Modo d'uso: Per non farsi trovare impreparati, si consiglia di iniziare ad assumere preventivamente , ad esempio da settembre/ottobre, Echinflu200 capsule, 1 capsula 2 volte alla settimana e di associare 1 bustina di Echinflu200 effervescente, sempre a settimana Formato: Il kit è composto da 2 confezioni di Echinflu200 capsule, 2 confezioni di Echinflu200 effervescente ed una confezione di steriman gel in omaggio. Considerazioni: Il Kit comprende anche una confezione di Steriman gel, utile in tutti quei casi in cui non si dispone di acqua e sapone; si applica direttamente sulle mani e si massaggia fino a completo assorbimento.

 

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COLOSTRO E INFLUENZA INVERNALE

Estratto da: Gazzetta Medica Italiana — Archivio per le Scienze Mediche, 2005, Vol.164, N. 3. IL COLOSTRO: Prevenzione di episodi influenzali con colostro in confronto con la vaccinazione M.R. CESARONE, G. BELCARO, U. CORNELLI, A. DI RENZO, F. MUCCI, M. DUGALI, M. CACCHIO, M. CORNELLI, R. ADOVASIO, F. FANO, A. LEDDA, A. RICCI, S. STUARD, G. VINCIGUERRA Il colostro è la sostanza prodotta dalla ghiandola mammaria nelle prima 48-72 ore dopo la nascita. Questo periodo è talmente importante che, senza di esso, molti mammiferi neonati non sopravviverebbero. Per diverse ragioni, il colostro umano non può essere utilizzato facilmente o costituire una fonte primaria di prodotto da utilizzare. Nell’ultimo decennio è stato individuato nel colostro bovino la più valida fonte alternativa di produzione — sia per qualità che quantità — per la somministrazione nell’uomo. Oltre ad essere fonte importante di proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali, il colostro umano contiene molte molecole biologicamente attive, essenziali per le funzioni immunitarie e di crescita. I fattori, presenti anche nel colostro bovino, sono praticamente identici a quelli rilevabili nel colostro umano, ma molti risultano in quantità più rilevanti e farmacologicamente interessanti (ad esempio alcune immunoglobuline e growth factors sono presenti in quantità circa 4 volte maggiori rispetto a quelle rilevabili nel colostro umano). I componenti più importanti del colostro sono i fattori immunitari ed i diversi fattori di crescita. I fattori immunitari forniscono l’immunità generica e la protezione contro le infezioni nelle prime settimane di vita, mentre i fattori di crescita stimolano lo sviluppo del neonato. Dopo la pubertà la quantità di fattori immunitari e di crescita presenti nel nostro organismo comincia a ridursi. Successivamente con l’avanzare dell’età diventiamo genericamente più vulnerabili alle malattie, il livello di energia si riduce, la pelle comincia a perdere elasticità, il peso tende ad aumentare e si riduce il tono muscolare. Inoltre considerando che viviamo in un ambiente “tossico”, pieno di elementi inquinanti ed allergizzanti ed in condizioni diverse dal nostro sistema evolutivo, associato inoltre ad una serie rilevante di fattori di accumulo (zuccheri, grassi e sale in particolare) la generica diminuzione dell’efficienza immunitaria potrebbe essere alla base di numerose malattie e disfunzioni. Diverse ricerche hanno dimostrato che il colostro possiede capacità immunitarie naturali e fattori di crescita che portano l’organismo ad uno stato di omeostasi, uno stato naturale di benessere e buona salute. Il colostro favorisce la funzione immunitaria naturale e ci rende capaci di reagire agli effetti dannosi degli agenti inquinanti e degli allergeni quando entriamo in contatto con essi. Inoltre, i fattori di crescita presenti nel colostro creano una sorta di “effetto collaterale” positivo nell’organismo sano, una aumentata capacità di metabolizzare i grassi, maggiore facilità nell’aumentare la massa muscolare, e “ringiovanire” muscoli e cute. Esistono oltre 90 componenti conosciuti nel colostro. Quelli principali sono i fattori immunitari e di crescita. Esso contiene inoltre un equilibrio preciso di vitamine, minerali ed amminoacidi. Tutti questi fattori agiscono in perfetta sinergia per ristabilire e mantenere uno stato di buona salute. Fattori immunitari È stato dimostrato che i fattori presenti nel colostro aiutano l’organismo a respingere virus, batteri e funghi. Ogni fattore gioca un ruolo specifico nella difesa del nostro organismo. Inoltre, il colostro contiene oltre 20 anticorpi specifici, inclusi quelli per Coli, Salmonella, Rotavirus, Candida, Streptococco, Stafilococco, Helycobacter Pilori, ed altri. Diversi studi, sia in vitro che clinici, hanno evidenziato che oltre alle immunoglobuline il colostro presenta un fattore che rinforza un sistema immunitario poco attivo, mentre tende ad equilibrare un sistema immunitario iperattivo, come quello presente nelle malattie autoimmuni. Fattori di crescita I fattori di crescita aiutano a costruire e risanare ossa, muscoli, tessuto nervoso e connettivo, cute e cartilagine. È stato dimostrato che questi fattori aumentano la massa muscolare, aiutano l’organismo a bruciare grassi e favoriscono la guarigione delle ferite. Infine, è stato suggerito che i fattori di crescita rallentino addirittura l’invecchiamento attenuando i segni dell’età. I fattori di crescita presenti nel colostro possono: - influire sul metabolismo cerebrale regolando alcuni mediatori migliorando l’umore - aiutare la rigenerazione e migliorare la crescita normale di muscoli, ossa, cartilagini, cute, collagene e tessuto nervoso danneggiati o invecchiati - promuovere il consumo di grassi per l’energia al posto di tessuto muscolare in casi di digiuno (dieta) e costruire e - conservare un muscolo magro (indipendentemente dalla dieta) - favorire la regolazione dei livelli di glucosio ematico e sostanze chimiche cerebrali, aumentando attenzione e concentrazione - favorire la guarigione della cute se applicati localmente - riparare selettivamente RNA e DNA del nostro organismo Altri componenti utili Alcune vitamine e minerali che rappresentano nutrienti essenziali per un metabolismo, crescita e sviluppo normali e sono indispensabili per mantenere un buono stato di salute sono rilevabili nel colostro (anche in base alla dieta). Diversi amminoacidi sono inoltre rilevabili in vari tipi di colostro. Questi componenti delle proteine sono necessari per la crescita e lo sviluppo dell’organismo. Essi sono divisi in essenziali (non prodotti dal nostro organismo) e non essenziali (possono essere prodotti nell’organismo). Colostro e prevenzione delle malattie influenzali Molto si è discusso e molte discussioni sono ancora in corso sulla efficacia dei vaccini anti-influenzali anche se il loro utilizzo è ampiamente diffuso e raccomandato. Molti gruppi di soggetti non hanno alcun beneficio documentato scientificamente dall’uso dei vaccini. Molti sono gli studi eseguiti per stabilire l’efficacia ed il livello di protezione dalle infezioni di tipo influenzale da parte dei vaccini ma manca tuttora una solida evidenza sulla loro efficacia anche considerando il costo di questi prodotti. Il problema della vaccinazione è tuttora controverso e possono essere presenti effetti collaterali conosciuti. Inoltre, teoricamente è possibile avere effetti a distanza determinati da altri elementi che non siano conosciuti attualmente (ad esempio frazioni virali o altri fattori non conosciuti). Il colostro, in genere, risulta efficace nello stimolare e modulare la risposta immunitaria e mantenere uno stato di buona salute, inoltre non presenta effetti collaterali. Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’efficacia dell’uso del colostro orale nella prevenzione delle malattie influenzali legate alla stagione invernale, in paragone con il vaccino anti-influenzale e considerando anche un gruppo di soggetti, senza profilassi, come riferimento. Risultati. Nei soggetti trattati con colostro il numero medio di episodi per individuo, in 2 mesi (0,335; range 0-3) è stato inferiore sia a quello registrato in soggetti non trattati (è stato il 25% di quelli registrati nel gruppo non trattamento; P<0.05) che a quello relativo ai trattati con il solo vaccino (nei soggetti che hanno usato il colostro gli episodi sono stati il 30% rispetto a quelli vaccinati ma senza colostro; P<0.05). La differenza è significativa (P<0.05) sia considerando il follow-up a 2 mesi che quello a 3 mesi. Il numero di giorni di malessere è stato circa 3 volte superiore nei soggetti non trattati con colostro ed in quelli vaccinati ma senza colostro. I costi rilevabili in base ai giorni persi di lavoro, al trattamento necessario in caso di influenza ed alle eventuali complicanze hanno seguito lo stesso andamento. Nei soggetti trattati con colostro il costo dovuto ai giorni ed agli episodi di malessere è stato circa il 30% di quello osservato nei gruppi che non hanno usato il colostro. Se si considerano anche i giorni di ricovero (osservati solo nei soggetti non trattati con colostro), susseguenti a complicanze broncopolmonari, la differenza tra costi diventa veramente rilevante (P<0.05). Conclusioni. In conclusione il colostro è almeno 3 volte più efficace e cost-effective della vaccinazione nel prevenire episodi influenzali. NOZIONI TRATTE DA: PREVENTION OF FLU EPISODES WITH COLOSTRUM: COMPARISON WITH VACCINATION. THE EPIDEMIOLOGICAL STUDY IN SAN VALENTINO San Valentino-Vasto Vascular Screening Project Department of Biomedical Sciences G. D’Annunzio University, Chieti, Pescara, Italy Aim. The aim of this study was to evaluate the efficacy of the use of oral colostrum in the prevention of flu episodes in comparison with anti-flu vaccination and considering as a reference group subjects without prophylaxis. Methods. A goup of 144 subjects was included; 137 completed the 3-month follow-up; 7 dropouts were caused by nonmedical problems. The groups were comparable (no prophylaxis, vaccination only, colostrum only and colostrum+vaccination). Results. In subjects treated with colostrum the average number of episodes in each individuals in 2 months (0.335; range 0-3) was significantly lower than the number of episodes registered in non-treated subjects (in the colostrum group there were 25% of the episodes observed in non-treated subjects; P<0.05) and lower than the number observed in the vaccination group (in the colostrum group only 30% of the episodes observed in the vaccination group, not using colostrum was recorded; P<0.05). The difference is significant (P<0.05) both considering the period of 2 months and 3 months after inclusion. The number of days with flu was 3 times higher in the non-colostrum subjects. Costs observed considering loss of working days, treatments, drugs and complications had a comparable pattern. Considering also hospital admission occurring only in subjects not treated with colostrum, caused by respiratory complications, the costs difference between colostrum and non-colostrum subjects is clinically very important.Conclusion. In conclusion colostrum administration is at least 3 times more effective than vaccination to prevent flu. It is also very cost-effective. VAI AL CATALOGO PER IMMUNO+ A BASE DI COLOSTRO

 

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FITOTERAPIA E COLICHE GASSOSE

Le coliche gassose rappresentano un frequente motivo di allarme e di preoccupazione per molti genitori che, davanti al pianto inconsolabile del proprio bambino, spesso non sanno che provvedimenti adottare. Una grossa revisione sistematica della letteratura disponibile (RS, si prendono tutti i lavori significativi sull’argomento e li si raggruppa nei loro risultati in un unico grosso lavoro che viene verificato da un punto di vista statistico con la metanalisi) appena pubblicata su Pediatrics (rivista ufficiale dell’Accademia Americana di Pediatria) sgombra ogni dubbio sull’efficacia dei rimedi fitoterapici nella terapia delle coliche gassose del lattante. Gli autori hanno considerato la letteratura scientifica presente in 5 database diversi ed individuato 1764 lavori potenzialmente utili. Dopo la loro verifica ne sono stati salvati 15, per un totale di 944 bambini, abbastanza robusti da poter essere utilizzati per la revisione sistematica. Il lavoro ha incluso 3 studi con risultati francamente positivi per finocchio, tè, ed un preparato commerciale a base di finocchio, melissa e camomilla. L’approccio fitoterapico per le coliche gassose si basa essenzialmente sul Finocchio, Anice verde, Melissa e Camomilla spesso associati fra loro. Il Finocchio (Foeniculum vulgare) ha un’azione carminativa: tende cioè a prevenire/ridurre la formazione di bio-gas o ne provoca l’espulsione dallo stomaco e dall’intestino. Inoltre induce rilassamento della muscolatura dell’intestino, riducendone gli spasmi. L’Anice Verde (Pimpinella anisum) ha un’azione molto simile a quella del Finocchio, prevalentemente carminativa; inoltre questa droga inibisce i processi di fermentazione al livello dell’intestino. Le proprietà terapeutiche caratteristiche della Melissa (Melissa officinalis) sono quella di provocare il rilassamento della muscolatura intestinale e l’azione sedativa. Le proprietà terapeutiche caratteristiche della Camomilla (Chamomilla recutita, Matricaria camomilla) sono il rilassamento della muscolatura intestinale e l’azione sedativo-ansiolitica. Tisana al finocchio contro le coliche del neonato Finocchio (frutti) 5 g Camomilla (fiori) 5 g Melissa (foglie) 5 g Un cucchiaino da caffè di preparato per 100-150 ml di acqua, da versare sulla droga n

 

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REVIDOX CON STILVID

E' LA PIU GRANDE SCOPERTA NEGLI ULTIMI ANNI CONTRO L'INVECCHIAMENTO CELLULARE COME RISULTATO DAGLI ULTIMI PROGRESSI DELLA RICERCA NUTRACEUTICA!!!Perchè invecchiamo? Tutti invecchiamo e siamo soggetti al trascorrere del tempo. L'invecchiamento è un processo degenerativo progressivo con accumulo graduale di danni fisici che comportano il malfunzionamento e l'indebolimento generale dell'organismo, rendendolo vulnerabile e favorendo gravi patologie. Si ipotizza che esso sia il risultato inevitabile di fenomeni di usura, ma che la rapidità con la quale progredisce possa essere influenzata dalla capacità dell'organismo di prevenire e riparare i danni arrecati da tale processo. Da quando invecchiamo? Anche se non si può ancora parlare di invecchiamento verso i 30 anni il nostro organismo mostra i primi segni di degenerazione ed ossidazione cellulare, diventando più sensibile agli attacchi delle aggressioni esterne. Le capacità di difesa del nostro organismo contro lo stress ossidativo diminuiscono ogni anno dello 0,8%, per cui a 50 anni ci ritroviamo con le difese ridotte del 16% e a 70 anni del 32%. Questo succede perché le cellule sono programmate per replicarsi un certo numero di volte, superato il quale vanno incontro a degenerazione e morte. Questo fenomeno è noto come invecchiamento primario. Invecchiamo tutti allo stesso modo? Avete mai sentito dire "Non dimostri proprio i tuoi anni?" Ebbene, nulla di più veritiero. Anche se i geni giocano un ruolo importante nel processo di invecchiamento, fattori esterni come l'ambiente, le abitudini e lo stile di vita, possono influenzare quanto è scritto nel nostro DNA. In poche parole il nostro stile di vita e le nostre abitudini possono influenzare i meccanismi che presiedono all'invecchiamento. Il processo di invecchiamento indotto da alimentazione scorretta, alcool, fumo, ritmi frenetici e stress è noto come invecchiamento secondario. Quindi, l'esercizio fisico regolare, una sana dieta ed il mantenere la mente sempre attiva sono fattori che ci aiutano a vivere meglio e più a lungo. Revidox con Stilvid® rallenta l'invecchiamento cellulare Una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi saturi e di zuccheri raffinati, rappresenta uno dei sistemi più efficienti per mantenere le nostre cellule giovani e vitali, però si tende sempre più ad introdurre più calorie del necessario. Le calorie in eccesso, oltre a tradursi in un aumento di peso, aumentano gli stimoli infiammatori, rendendoci più vulnerabili e diminuendo le nostre aspettative di vita. Alcuni studi hanno dimostrato gli effetti benefici della restrizione calorica, cioè mangiando di meno si attiva un sistema di enzimi, chiamati Sirtuine, in grado di aiutarci a tenere sotto controllo l'invecchiamento e a migliorare la longevità delle cellule. Per evitare di seguire in maniera permanente una dieta ipocalorica, basta 1 compressa al giorno di Revidox con Stilvid® per mantenere le nostre cellule giovani ed efficienti più a lungo. Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato che i Polifenoli dell'Uva possiedono la capacità di favorire la longevità cellulare, contrastando l'invecchiamento dell'organismo. Cosa è Stilvid® Stilvid® è il primo estratto integrale di Uva ottenuto attraverso un processo naturale e innovativo, sviluppato e brevettato in Spagna dal CSIC (Consiglio Superiore di Investigazione Scientifica del Ministero dell'Innovazione e della Scienza spagnolo), 3° ente nel mondo per la ricerca nel campo delle Scienze dell'Agricoltura, incluse la Nutrizione Umana e le Scienze e la Tecnologia dell'Alimentazione. Il Resveratrolo è un fitoalexina prodotta dalle piante e in particolare dall'Uva a seguito di stress ambientali, quali l'esposizione alla componente ultravioletta della luce solare. La sua quantità nella buccia dell'Uva è quindi molto variabile perché influenzata dall'habitat della vigna e dalle condizioni ambientali. Di conseguenza, sebbene il Resveratrolo sia presente nell'Uva, è praticamente impossibile ottenere concentrazioni elevate di questo polifenolo. Solo il particolare processo brevettato dal CSIC consente di incrementare fino a 2000 volte la quantità di Resveratrolo normalmente presente nell'Uva, dando origine all'estratto integrale di Uva Stilvid® impiegato in Revidox. Tra l'altro, a differenza di altre fonti di Resveratrolo, Stilvid® non contiene antrachinoni o altre sostanze potenzialmente nocive per l'organismo. Stilvid®, oltre al Resveratrolo da Uva, contiene anche procianidine, antocianosidi, flavonoidi e altri stilbeni che lavorano in sinergia, tanto che una capsula di Revidox apporta i benefici contenuti in 45 Kg di Uva. Protegge la salute cardiovascolare Con il passare del tempo anche i nostri vasi sanguigni, che trasportano ossigeno e nutrienti a tutte le cellule dell'organismo, invecchiano e possono andare incontro al processo di aterosclerosi, in cui i grassi si depositano lungo le pareti dei vasi danneggiandoli e innescando reazioni concatenate con conseguenze negative per l'intero organismo. Una dieta povera di frutta e verdura e ricca di acidi grassi saturi può accelerare questo fenomeno, contribuendo ad aumentare il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari. Così come il nostro stile di vita caratterizzato da abitudini scorrette e ritmi frenetici può influenzare il processo di invecchiamento. Cosa possiamo fare per migliorare la funzionalità fisiologica di cuore e vasi sanguigni? Il Resveratrolo divenne "famoso" qualche anno fa per il paradosso francese, secondo il quale alcune popolazioni francesi con una dieta ricca di acidi grassi saturi avevano un'incidenza di patologie cardiovascolari statisticamente inferiore ad altre popolazioni di controllo europee. Si scoprì quindi che l'assunzione di vino rosso, il cui consumo era abituale in Francia, svolgeva un effetto protettivo nei confronti dall'apparato cardiovascolare, grazie al suo tenore in polifenoli e Resveratrolo. Quindi, adottare un regime alimentare vario, equilibrato e ricco di polifenoli, abbinandolo a Revidox con Stilvid®, e fare movimento saranno sicuramente un valido aiuto per il benessere della salute cardiovascolare. Combatte i segni visibili dell'invecchiamento Revidox con Stilvid® contiene i seguenti principi attivi naturalmente presenti nell'Uva e nel Melograno. Resveratrolo: contrasta l'invecchiamento cellulare Antocianine: hanno azione antiossidante per bloccare l'azione dei radicali liberi Flavonoli: offrono protezione antiossidante a livello cardiovascolare Punicalagine ed acido ellagico: combattono lo stress ossidativo legato ad un eccesso di radicali liberi Dalla sinergia d'azione di questi polifenoli vegetali, uniti al Selenio, nasce Revidox con Stilvid®. I consumatori che usano regolarmente Revidox hanno riscontrato che aiuta ad ottenere i seguenti benefici già dopo i primi 30 giorni: pelle più elastica, luminosa e tonica riduzione macchie cutanee e rughe minor stanchezza e recupero vitalità mente più attiva miglioramento della vista riduzione stress ossidativo

 

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MASSAGGIO LINFODRENANTE

Il massaggio linfodrenante serve a favorire lo scorrere della linfa nel sistema linfatico e ad eliminare il ristagno dei liquidi negli spazi intercellulari all’interno dei vasi sanguigni. Questo tipo di massaggio, favorendo la circolazione linfatica, depura l’organismo e distende le fibre muscolari. La linfa è infatti un liquido che scorre all’interno del sistema linfatico e serve a ripulire l’organismo dalle scorie e dalle tossine accumulate. Poiché i vasi linfatici sono molto delicati, i movimenti devono essere lenti, ritmici e armonici, in modo da ricreare l’equilibrio idrico nei tessuti. Per appuntamento chiama 051 945850 oppure 3935523956 oppure 3497724494 Prezzo: 1 ora 35 euro

 

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ALLERGIE DI STAGIONE COME COMBATTERLE

Il Ribes nero, Ribes nigrum, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Sassifragacee, originario delle zone montuose dell'Europa e dell'Asia, che vegeta allo stato spontaneo nei terreni incolti, lungo le siepi o a margine di raccolte d'acqua, nell'Europa centrale e settentrionale e nell'Asia occidentale e settentrionale, fino ad un'altitudine di 1600 metri. Si può trovare anche nell'America boreale per spontaneizzazione di piante sfuggite alle coltivazioni; in Italia questa specie si trova soprattutto in Alto Adige, nelle Alpi Lombarde e Piemontesi, sia allo stato spontaneo sia coltivato. E' inoltre coltivato negli orti d'Italia e di Francia almeno dal Medio Evo. Le foglie e i germogli contengono antocianosidi (di cui le proantocianidine sembrano svolgere la funzione terapeutica più importante), flavonoidi, acidi organici, vitamina C, numerosi sali minerali, oli essenziali. Le proantocianidine hanno rivelato di possedere un'azione capillaroprotettiva, quindi di contrastare la fragilità capillare periferica, e in particolare dei capillari del microcircolo della rètina. Il fitocomplesso svolge un'azione antinfiammatoria, antidolorifica, immunostimolante, antiallergica, definita cortisono-simile perché esercita uno stimolo direttamente sulla corteccia surrenalica, promuovendo una maggiore produzione da parte dell'organismo di steroidi surrenalici, che possiamo definire cortisonici endogeni. I flavonoidi e gli antocianosidi hanno una spiccata funzione antiradicalica: contrastano quindi i danni provocati dai radicali liberi, specialmente a livello delle membrane cellulari. Si è osservata un'intensa azione diuretica e deuricemizzante, utile in caso di accumulo di acidi urici e tendenza alla calcolosi renale. I semi del Ribes nero contengono un olio ricco di acidi grassi polinsaturi omega-6, soprattutto acido gammalinolenico, utile per il benessere della pelle, anche se in percentuale inferiore rispetto alla Borragine e all'Enotera. Il Ribes nero è indicato quindi in caso di allergie respiratorie e cutanee lievi o moderate, malattie della pelle su base allergica o infiammatoria, fragilità capillare, come drenante epato-renale, gotta, litiasi renale, patologie reumatiche e infettive. L'azione antiallergica del Ribes nero è molto utile anche per potenziare i trattamenti con gli oligoelementi specifici, che aiutano a prevenire le manifestazioni allergiche se attuati almeno due mesi prima del periodo critico.

 

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W L'OLIO D'OLIVA!!!!!

Matteo Micucci: Recenti trials clinici hanno messo in evidenza che il contenuto fenolico dell’olio di oliva contribuisce alla protezione, negli esseri umani, dal danno lipidico ossidativo. (1-3) I principali composti fenolici dell’olio di oliva sono il tirosolo, l’idrossitirosolo ed i loro derivati secoiridoidi oleaeuropeina e ligstroside. I fenoli presenti nell’olio di oliva vengono estensivamente assorbiti e metabolizzati. Si rilevano soprattutto prodotti delle reazioni metaboliche di fase II, quali glucuronidi e solfati della idrossitirosina e della tirosina, e o-metilconiugati della idrossitirosina, mentre le forme libere di tali fenoli sono rilevabili solo a bassissime concentrazioni. (4-6) Studi indicano che le forme coniugate con acido glucuronico delle tirosolo e idrossitirosolo non hanno un significativo potere antiossidante. (7) Studi hanno messo in evidenza che l’assunzione di olio di oliva vergine riduce il danno ossidativo al DNA. Un altro studio indica che l’assunzione di tale olio riduce l’escrezione urinaria di 8-oxo-deossiguanosina, che è un marker di stress ossidativo. (8) Concentrazioni elevate dei markers infiammatori sono associate ad un aumentato rischio cardiovascolare. (9) Il trombossano TXB2 ed il leucotriene LTB4 inducono un aumento dell’infiammazione. Il TXB2 aumenta l’aggregazione piastrinica, l’LTB4 ha un effetto chemio tattico sui neutrofili e direziona le cellule nei tessuti danneggiati. (10,11) Tali mediatori infiammatori producono, dolore, arrossamento, stravaso, infiammazione. Bogani e colleghi (10) hanno osservato che quanto più l’olio di oliva contiene sostanze fenoliche, quanto maggiore è la riduzione dei livelli di TXB2 e di LTB4, dati in accordo con risultati ottenuti in precedenti sperimentazioni. (12-14) L’IL-6 e la proteina C reattiva sono markers infiammatori in grado di predire la CVD. (15) L’ IL-6 è un agente pro-infiammatorio che stimola l’infiammazione in risposta ad un trauma, la proteina C reattiva cresce quando è già presente un processo infiammatorio. Fito e colleghi hanno osservato che il consumo di una determinata dose di olio di oliva giornalmente riduce le concentrazioni di IL-6 e di proteina c reattiva in pazienti con angina stabile. (15) Studi in vitro indicano che alcuni composti fenolici presenti nell’olio di oliva hanno un’azione antiinfiammatoria mediata dall’inibizione del rilascio di acido arachidonico. (16) Un composto fenolico presente nell’olio di oliva, l’oleocantale, inibisce le COX-1 e le COX-2. (17) Olio d’oliva e proliferazione cellulare. La proliferazione cellulare e la riduzione dell’apoptosi predispongono all’insorgenza di neoplasie. (18) Diversi autori hanno osservato che l’idrossitirosolo inibisce la proliferazione cellulare in cellule leucemiche umane promielocitiche HL60 ed in linee di cellule di cancro di colon umano. (19-21) Hashim e colleghi hanno osservato un’inibizione dose-dipendente dell’invasione di cellule cancerose di colon da parte dell’olio di oliva. (22) Inoltre, l’idrossitirosolo ha un forte effetto antiproliferativo nei confronti delle cellule di adenocarcinoma di colon umano. (23) È stato osservato, inoltre, che I composti fenolici presenti nell’olio di oliva determinano una riduzione dose-dipendente della proliferazione cellulare nelle linee cellulari MCF-7 e SKBR3, per via della riduzione dell’espressione dell’oncogene HER2 che gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione maligna, nella tumorigenesi e nella formazione di metastasi. (24-26) Olio d’oliva e Alzheimer L’oleocantale è stato implicato viene considerata la sostanza presente nell’olio di oliva responsabile della riduzione dell’incidenza di Alzheimer nelle popolazioni mediterranee attraverso due meccanismi. Nel morbo di Alzheimer, la proteina Tau (associata ai microtubuli) coinvolta nella promozione della formazione e nella stabilità dei microtubuli inizia ad aggregarsi in grovigli neurofibrillari. Li e colleghi hanno osservato che l’oleocantale inibisce l’aggregazione Tau. (27) Gli oligomeri di proteina ß-amiloide sono coinvolti nello sviluppo del morbo di Alzheimer. Pitt e colleghi hanno osservato che l’oleocantale è in grado di inibire l’aggregazione della amiloide beta, proteggendo i neuroni dalla neurodegenerazione. (28) In un altro studio è stata osservata l’attività neuroprotettiva dell’idrossitirosolo. (29) L’olio di oliva ha anche altri effetti, per esempio sono stati osservati effetti benefici nei confronti del tessuto osseo. In particolare è stato osservato che il tirosolo e l’idrossitirosolo aumentano significativamente la formazione di tessuto osseo. (30) Dalla lettura degli studi che cito appare chiaro il ruolo dei composti fenolici nella determinazione delle attività biologiche osservate sperimentalmente. Appare, dunque, più appropriato l’utilizzo di un estratto idroalcolico della drupa e delle foglie per avere una più alta efficacia terapeutica con questa pianta. 1) Covas MI, de la Torre K, Farré-Albaladejo M, Kaikkonen J, Fitó M, López-Sabater C Pujadas-Bastardes MA, Joglar J, Weinbrenner T Lamuela-Raventós RM, and de la Torre R (2006a) Postprandial LDL phenolic content and LDL oxidation are modulated by olive oil phenolic compounds in humans. Free Radic Biol Med. 15: 608-616. 2) Covas MI, Nyyssönen, K, Poulsen HE, Kaikkonen J, Zunft HJ, Kiesewetter H, Gaddi A, de la Torre R, Mursu J, Bäumler H Nascetti S, Salonen JT, Fitó M, Virtanen J Marrugat J, and EUROLIVE Study Group (2006b) The effect of polyphenols in olive oil on heart disease risk factors: a randomized trial. Ann Intern Med. 145: 333-341. 3) Fitó M, Covas MI, Lamuela-Raventós RM, Vila J, Torrents L, de la Torre C, and Marrugat J (2000) Protective effect of olive oil and its phenolic compounds against low density lipoprotein oxidation. Lipids. 35: 633-638. 4) Miró-Casas E, Covas MI, Farre M, Fito M, Ortuño J, Weinbrenner T, Roset P, and de la Torre R (2003a) Hydroxytyrosol disposition in humans. Clin Chem. 49: 945- 952. 5) Miró-Casas E, Covas MI, Fitó M, Farré-Albadalejo M, Marrugat J, and de la Torre R (2003b) Tyrosol and hydroxytyrosol are absorbed from moderate and sustained doses of virgin olive oil in humans. Eur J Clin Nutr. 57: 186-190. 6) Miró-Casas E, Farré Albaladejo M, Covas MI, Rodriguez JO, Menoyo Colomer E, Lamuela Raventós RM, de la Torre R. (2001) Capillary gas chromatography-mass spectrometry quantitative determination of hydroxytyrosol and tyrosol in human urine after olive oil intake. Anal Biochem. 294: 63-72. 7) Khymenets O, Fito M, Tourino S, Munoz-Aguayo D, Pujadas MA, Torres JL, Joglar J, Farre M, Covas MI, de La Torre R, Antioxidant activities of hydroxytyrosol main metabolites do not contribute to beneficial health effects after olive oil ingestion, Drug Metab Dispos. 2010 Jun 1. 8) Salvini, S.; Sera, F.; Caruso, D.; Giovannelli, L.; Visioli, F.; Saieva, C.; Masala, G.; Ceroti, M.; Giovacchini, V.; Pitozzi, V.; Galli, C.; Romani, A.; Mulinacci, N.; Bortolomeazzi, R.; Dolara, P.; Palli, D. Daily consumption of a high-phenol extra-virgin olive oil reduces oxidative DNA damage in postmenopausal women. Br. J. Nutr. 2006, 95, 742–751. 9) Packard, R.R.S.; Libby, P. Inflammation in atherosclerosis: From vascular biology to biomarker discovery and risk prediction. Clin. Chem. 2008, 54, 24–38. 10) Bogani, P.; Galli, C.; Villa, M.; Visioli, F. Postprandial anti-inflammatory and antioxidant effects of extra virgin olive oil. Atherosclerosis 2007, 190, 181–186 11) Groff, J.L.; Gropper, S.S. Advanced Nutrition and Human Metabolism, 3rd ed.; Wadsworth Thomson Learning: Belmont, CA, USA, 2000. 12) Visioli, F.; Caruso, D.; Grande, S.; Bosisio, R.; Villa, M.; Galli, G.; Sirtori, C.; Galli, C. Virgin Olive Oil Study (VOLOS): Vasoprotective potential of extra virgin olive oil in mildly dyslipidemic patients. Eur. J. Nutr. 2005, 44, 121–127. 13) Weinbrenner, T.; Fito, M.; de la Torre, R.; Saez, G.T.; Rijken, P.; Tormos, C.; Coolen, S.; Albaladejo, M.F.; Abanades, S.; Schroder, H.; Marrugat, J.; Covas, M.I. Olive oils high in phenolic compounds modulate oxidative/antioxidative status in men. J. Nutr. 2004, 134, 2314–2321. 14) Leger, C.L.; Carbonneau, M.A.; Michel, F.; Mas, E.; Monnier, L.; Cristol, J.P.; Descomps, B.A thromboxane effect of a hydroxytyrosol-rich olive oil wastewater extract in patients with uncomplicated type I diabetes. Eur. J. Clin. Nutr. 2005, 59, 727–730. 15) Fito, M.; Cladellas, M.; de la Torre, R.; Marti, J.; Munoz, D.; Schroder, H.; Alcantara, M.; Pujadas-Bastardes, M.; Marrugat, J.; Lopez-Sabater, M.C.; Bruguera, J.; Covas, M.I. Anti-inflammatory effect of virgin olive oil in stable coronary disease patients: a randomized, crossover, controlled trial. Eur. J. Clin. Nutr. 2008, 62, 570–574 16) Moreno, J.J. Effect of olive oil minor components on oxidative stress and arachidonic acid mobilization and metabolism by macrophages. Free Rad. Biol. Med. 2003, 35, 1073–1081. 17) Beauchamp, G.K.; Keast, R.S.; Morel, D.; Lin, J.; Pika, J.; Han, Q.; Lee, C.H.; Smith, A.B.; Breslin, P.A. Phytochemistry: ibuprofen-like activity in extra-virgin olive oil. Nature 2005, 437, 45–46. 18) Evan, G.I.; Vousden, K.H. Proliferation, cell cycle and apoptosis in cancer. Nature 2001, 411, 342–348. 19) Fabiani, R.; De Bartolomeo, A.; Rosignoli, P.; Servili, M.; Selvaggini, R.; Montedoro, G.F.; Di Saverio, C.; Morozzi, G. Virgin olive oil phenols inhibit proliferation of human promyelocytic leukemia cells (HL60) by inducing apoptosis and differentiation. J. Nutr. 2006, 136, 614–619. 20) Gill, C.I.; Boyd, A.; McDermott, E.; McCann, M.; Servili, M.; Selvaggini, R.; Taticchi, A.; Esposto, S.; Montedoro, G.; McGlynn, H.; Rowland, I. Potential anti-cancer effects of virgin olive oil phenols on colorectal carcinogenesis models in vitro. Int. J. Cancer 2005, 117, 1–7. 21) Fini, L.; Hotchkiss, E.; Fogliano, V.; Graziani, G.; Romano, M.; De Vol, E.B.; Qin, H.; Selgrad, M.; Boland, C.R.; Ricciardiello, L. Chemopreventive properties of pinoresinol-rich olive oil involve a selective activation of the ATM-p53 cascade in colon cancer cell lines. Carcinogenesis 2008, 29, 139–146. 22) Hashim, Y.Z.; Rowland, I.R.; McGlynn, H.; Servili, M.; Selvaggini, R.; Taticchi, A.; Esposto, S.; Montedoro, G.; Kaisalo, L.; Wahala, K.; Gill, C.I. Inhibitory effects of olive oil phenolics on invasion in human colon adenocarcinoma cells in vitro. Int. J. Cancer 2008, 122, 495–500. 23) Corona, G.; Deiana, M.; Incani, A.; Vauzour, D.; Dessi, M.A.; Spencer, J.P.E. Hydroxytyrosol inhibits the proliferation of human colon adeocarcinoma cells through ihibition of ERK1/2 ad cyclin D1. Mol. Nutr. Food Res. 2009, 53, 897–903. 24) Menendez, J.A.; Vazquez-Martin, A.; Colomer, R.; Brunet, J.; Carrasco-Pancorbo, A.; Garcia- Villalba, R.; Fernandez-Gutierrez, A.; Segura-Carretero, A. Olive oil's bitter principle reverses acquired autoresistance to trastuzumab (Herceptin) in HER2-overexpressing breast cancer cells. BMC Cancer 2007, 7, 80–99. 25) Menendez, J.A.; Vazquez-Martin, A.; Oliveras-Ferraros, C.; Garcia-Villalba, R.; Carrasco Pancorbo, A.; Fernandez-Gutierez, A.; Segura-Carretero, A. Analysing effects of extra-virgin olive oil polyphenols on breast cancer-associated fatty acid synthase protein expression using reverse-phase protein microarrays. Int. J. Mol. Med. 2008, 22, 433–439. 26) Menendez, J.A.; Vazquez-Martin, A.; Oliveras-Ferraros, C.; Garcia-Villalba, R.; Carrasco Pancorbo, A.; Fernandez-Gutierrez, A.; Segura-Carretero, A. Extra-virgin olive oil polyphenolics inhibit HER2 (erbB-2)-induced malignant transformation in human breast epithelial cells: Relationship between the chemical structures of extra-virgin olive oil secoiridoids and lignans and their inhibitory activities on the tyrosine kinase activity of HER2. Int. J. Oncol. 2009, 34, 43–51. 27) Li, W.; Sperry, J.B.; Crowe, A.; Trojanowki, J.Q.; Smith, A.B.; Lee, V.M.Y. Inhibition of tau fibrillization by oleocanthal via reaction with amino groups of tau. J. Neurochem. 2009, 110, 1339–1351. 28) Pitt, J.; Roth, W.; Lacor, P.; Blankenship, M.; Velasco, P.; De Felice, F.; Breslin, P.A.; Klein, W.L. Alzheimer's-associated A-beta oligomers show altered structure, immunoreactivity and synaptotoxicity with low doses of oleocanthal. Toxicol. Appl. Pharmacol. 2009. 29) Gonzalez-Correa, J.A.; Navas, M.D.; Lopez-Villodres, J.A.; Trujillo, M.; Espartero, J.L.; De la Cruz, J.P. neuroprotective effect of hydroxytyrosol and hydroxytyrosol acetate in rat brain slices subjected to hypoxia-reoxygeation. Neurosci. Lett. 2008, 446, 143–146. 30) Puel, C.; Mardon, J.; Agalias, A.; Davicco, M.J.; Lebecque, P.; Mazur, A.; Horcajada, M.N.; Skaltsounis, A.L.; Coxam, V. Major phenolic compounds in olive oil modulate bone loss in an ovariectomy/inflammation experimental model. J. Agric. Food Chem. 2008, 56, 9417–9422

 

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I MULINI A VENTO TI ACCOMPAGNA NELLA TUA ESTATE!!!!

Crema solare +68% CREMA INTENSIFICATRICE ABBRONZATURA Straordinaria formulazione consigliata per chi desidera un’abbronzatura ultra rapida di massima intensita' e di lunga durata. La sua struttura formulativa é arricchita da un’alta precentuale di oleil tirosina, molecola lipofila che intensifica ed accelera il naturale processo di pigmentazione della pelle, incrementando l’abbronzatura del 68%. Questa crema super abbronzante, senza protezione consigliata alle pelli forti e resistenti, é impreziosita da una miscela di principi attivi vegetali che svolgono sulla pelle una mirata azione nutriente ed idratante. Inoltre, l’olio di luffa, grazie all’alto contenuto di grassi essenziali omega 3 e omega 6, migliora la compattezza della pelle rendendola piu' forte e resistente. Contiene Succo di aloe vera titolato, oleil tirosina, olio di liffa, estrattoo di carota, vitamina E, estratto di cassia alata, proteine della soia. Confezione Tubo 150 ml Per saperne di più Come si usa Applicare la crema intensificatrice su viso e corpo almeno 20 minuti prima dell’esposizione al sole e piu' volte successivamente VAI AL CATALOGO ON-LINE: CON 4 PRODOTTI PLANTER'S AVRAI IN OMAGGIO UN MORBIDISSIMO TELO DA MARE!!!!

 

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PERCHE' ASSUMERE UN'INTEGRATORE A BASE DI ALGHE?

L'uso delle alghe è giustificato dal fatto che l'acqua di mare contiene tutti i cento elementi costitutivi del nostro universo disciolti in percentuali pressochè costanti, che le cellule del nostro organismo possono vivere soltanto nel liquido extra-cellulare manca anche un solo elemento, tutte le funzioni enzimatiche e le reazioni vitali collegate si bloccano o si rallenta- no o sono deviate, si comprende bene l'importanza di garantire all'organismo la presenza di tutti i minerali e degli oligoelementi di cui necessita. Le alghe concentrano moltissime volte i sali minerali e gli oligoelementi che entrano nella composizione degli enzimi che regolano tutte le reazioni chimiche cellulari. Sarebbe auspicabile che ci fosse un maggior consumo alimentare delle alghe, ma il loro sapore limita fortemente la loro diffusione. Per questo motivo è consigliabile la somministrazione in capsule, che consentono un'assunzione più costante e regolare e non interferiscono con il gusto e le abitudini alimentari. Le alghe contrastano gli effetti dello stress e dell’invecchiamento reintegrando le carenze e afforzando le difese; hanno un’azione antiossidante e contrastano l’azione dei radicali liberi: svolgono un’azione depurativa nei confronti di tutte le sostanze tossiche endogene (urati, ossalati, sali biliarici, ecc) ed esogene (intossicazione da ioni radioattivi, da metalli pesanti, da sostanze chimiche xenobiotiche (additivi e inquinanti alimentari, inquinanti ambien- tali, farmaci da sintesi, tossicosi del lavoro, tossicosi voluttarie, ecc.)); sono indicate nelle donne incinte per la profilassi della demineralizzazione ossea e dentale, ma anche di tutti gli elementi che abbisognano la crescita del feto. Proprietà specifiche: le alghe svolgono un’azionde depurativa grazie all’acido alginico ( che è contenuto nella mucillaggine che fa da connettivo cellalare nella pianta) nei confronti delle sostanze tossiche endogene ( cataboliti prodotti dal metabolismo ) ed esogene, come METALLI PESANTI, SOSTANZE RADIOATTIVE e SOSTANZE INQUINANTI.L’aci- do alginico, a contatto con l’acqua, forma un gel la cui viscosità dipende dalla concentrazio- ne di colloidi, dal Ph e dagli elettroliti. Ciò avviene anche nello stomaco e nell’intestino: l’alginato di sodio produce un denso colloidale che protegge le mucose gastroenteriche perchè gli enzimi digestivi non sono in grado di disgregarlo. Per questo motivo è indicato non solo nelle forme di esofagite, gastrite e d’ulcera gastroduodenale, ma anche nelle ileiti, nelle coliti, nell’ulcera intestinale e nella stipsi ( favorisce il transito intestinale). POSOLOGIA: da 2 a 3 capsule dopo i pasti

 

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ALGA KLAMAT energizzante ,antiossidante,stimolante delle difese immunitarie

L'alga Klamath: un cibo dalle interessanti proprietà nutriterapeutiche Le microalghe alghe verdi-azzurre sono da millenni conosciute nella medicina orientale per le loro molteplici proprietà terapeutiche; i guerrieri Aztechi le consideravano il segreto della loro forza. Esse sono dei procarioti (cianobatteri), organismi primordiali monocellulari. A differenza dei microrganismi eterotrofi, non necessitano di complessi mezzi di coltura ed utilizzano l'energia luminosa per organicare il carbonio. La crescita di questi fototrofi combina il processo fotosintetico, tipico delle piante superiori, con le caratteristiche delle fermentazioni microbiche: alti tassi di moltiplicazione e sviluppo in coltura liquida, generalmente vengono coltivati utilizzando la luce solare come fonte d'energia e la CO2 come fonte di carbonio. Le acque del lago Klamath, dove esse crescono, situato tra le montagne del centro-sud dell'Oregon, forniscono, infatti, un habitat ideale per tale alga. Quando l'acqua defluisce dal Crater Lake, passa sopra e sotto gli svariati strati delle Cascade Mountains raccogliendo innumerevoli importanti minerali inorganici che verranno potenzialmente incorporati dalle alghe verdi-azzurre del lago Klamath. Il lago Klamath è poco profondo, con una media di appena 35 piedi, il che significa che si scalda molto velocemente, grazie anche alla sua posizione nel sud dell'Oregon che lo espone ad una certa quantità di luce solare, il che fornisce l'habitat ideale per la fotosintesi. Le alghe fioriscono da milioni di anni nel lago Klamath, immerse in condizioni nutritive, minerali e di luce solare ideali. Di grande importanza è il fatto che il lago Klamath è assolutamente esente da insetticidi, antiparassitari, erbicidi, fungicidi, diossine, D.D.T. e composti chimici in genere, al contrario della maggior parte dei terreni che non risultano esenti da questi inquinanti. I pigmenti principali contenuti nelle alghe verdi-azzurre sono: Ficocianina, Ficobiline, Ficobiliproteine (pigmenti accessori), Ficoeritrina, Clorofilla A, Xantofilla, Crisolaminarina, Betacarotene, Flavacene, Mixoxantina, Oscilloxantina, Fucoxantina, Mixoxantofilla, Carotenoidi, Alloficocianina. Le seguenti sono particelle dei pigmenti accessori, i ficobilisomi, che sono biliproteine o complessi proteina/pigmento: c-ficocianina (blu), c-alloficocianina (blu), c-ficoeritrina (rosso). Il betacarotene, il carotene principale della verde-azzurra Klamath, è un idrocarburo isometrico. E' anche il pigmento che fornisce il colore caratteristico alle carote. Una volta consumato, il betacarotene viene trasformato nel fegato in vitamina A. Poiché gli esseri umani non possono produrre autonomamente vitamina A e altre sostanze alimentari quali bacche di rosa canina, pomodori e persino le stesse carote sono meno efficaci come precursori di vitamina A, le verdi-azzurre Klamath rappresentano pertanto una fonte ideale e abbondante di betacarotene. I carotenoidi sono un gruppo di pigmenti rossi e gialli, simili chimicamente ai caroteni. A volte questi pigmenti mascherano altri pigmenti, dando così una tinta gialla o rossa alle alghe. Occasionalmente, la ficoeritrina maschera la clorofilla A, virando il colore delle alghe a un rosso nitido, espresso in maniera impressionante dalle alghe del Mar Rosso. I siti di clorofilla A nei protoplasmi sono chiamati tilakoidi. Alcuni dei pigmenti contengono glicogeno, particolarmente la clorofilla A. Le ficobiline e le ficocianine sono pigmenti idrosolubili mentre la clorofilla A è un pigmento liposolubile. Uno dei fotoprodotti di questi pigmenti è la cianoficina che è un amido cianofita molto simile al glicogeno. Il peso medio dei pigmenti in rapporto a quello delle alghe verdi-azzurre va da una presenza in tracce a 1000 milligrammi per Kg di peso organico a secco. Il prodotto primario della fotosintesi è il glucosio fotosintetizzato che viene convertito enzimaticamente a cianoficina, un amido verde-azzurro. Nelle pareti cellulari e negli involucri delle verdi-azzurre Klamath si trovano pectine e acidi pectici. I mucopolimeri peptideoglicani degli acidi muramici, le glucosamine, le alimine, gli acidi diaminopimelici - glutamici I ed E, sono complessi organici che si trovano comunemente nelle membrane, pareti ed involucri cellulari delle verdi-azzurre Klamath. Per l'industria alimentare e farmaceutica risultano interessanti varie classi di tali composti: proteine, acidi grassi polinsaturi, amminoacidi, vitamine, coloranti, acidi organici, enzimi, ormoni, sostanze bioattive, composti isotopicamente marcati, composti ad attività antibiotica. Composizione chimico organica dell'alga Klamath Lipidi 3.7% Proteine da 59 a 65% Carboidrati 18% Pigmenti da tracce a 1 g/Kg ( valori sono riferiti al peso organico a secco) Vitamine - Vit. A (incl.-carotene) 706 IU/g - Tiamina (B1) 5 mcg/g - Riboflavina (B2) 60 mcg/g - Niacina (B3) 0.15 mg/g - Acido pantotenico (B5) 7 mcg/g - Piridossina (B6) 11 mcg/g - Acido folico 1 mcg/g - Cobalamina (B12) 8 mcg/g - Colina 2.3 mg/g - Vitamina C 1 mg/g - Vitamina D 1 IU/g - Vitamina E 0.15 mg/g - Biotina (vit.H) 0.3 mcg/g - Vitamina K 70 mcg/g Minerali - Alluminio tracce - Boro 10 mcg/g - Bromo tracce - Calcio 14 mg/g - Cloro 400 mcg/g - Cobalto 2 mcg/g - Cromo 1 mcg/g - Fluoro 39 mcg/g - Ferro 350 mcg/g - Fosforo 6.5 mg/g - Gallio tracce - Germanio 0.3 mcg/g - Iodio 1 mcg/g - Magnesio 2.2 mg/g - Manganese 30 mcg/g - Molibdeno 3.5 mcg/g - Nichel 4 mcg/g - Potassio 30 mg/g - Rame 5.5 mcg/g - Selenio 1 mcg/g - Silicio 220 mcg/g - Sodio 2.2 mg/g - Stagno 0.5 mcg/g - Stronzio tracce - Titanio 20 mcg/g - Vanadio 3 mcg/g - Zinco 40 mcg/g - Zolfo 1 mg/g Aminoacidi essenziali - lsoleucina 44 mg - Triptofano 11 mg - Leucina 78 mg - Treonina 49 mg - Lisina 52 mg - Fenilalanina 38 mg - Metionina 11 mg - Valina 48 mg - Arginina 57 mg - lstidina 14 mg Aminoacidi non essenziali - Alanina 70 mg - Glicina 44 mg - Acido aspartico 11 mg - Prolina 43 mg - Cistina 3 mg - Serina 44 mg - Acido glutammico 6 mg - Tirosina 26 mg Acidi grassi essenziali - Acidi grassi saturi 18.4 mg/g - di cui Palmitico 13.6 mg/g - di cui Miristico 2.5 mg/g - Acidi grassi monoinsaturi 5.8 mg/g - di cui Oleico 3.3 mg/g - Acidi grassi polinsaturi 17.8 mg/g di cui Omega 6 linoleico 3.8 mg/g di cui Omega 3 alfalinolenico 12.9 mg/g - EPA 0.5 mg/g - DHA 0.2 mg/g Betacarotene e altri caroteni - (alfa, gamma, astaxantina, ecc.) 703 IU/g - Clorofilla 10-15 mg/g - Ficocianine 100-150 mg/g Le piante più sviluppate e tutti gli animali sono carenti di vitamina B12, ma possono ottenerla da batteri, funghi e alghe che sono le fonti primarie di questa vitamina. La situazione è la stessa per tiamina e biotina: gli esseri umani non possono sintetizzarle e devono essere ottenute da un'altra fonte. Le verdi-azzurre Klamath sintetizzano cianocobalamina, tiamina e biotina, arricchendo la base della catena alimentare e fornendo agli esseri umani una fonte diretta di queste vitamine essenziali. Le verdi-azzurre Klamath sono anche ricche di enzimi e cofattori essenziali alla vita. I cofattori NAD+ (nicotinamide adenin-dinucleotide) e FAD (flavin adenina dinucleotide) sono conduttori di idrogeno (H+), necessari per il trasferimento elettronico. Si è evidenziato che rispetto alle alghe marine commestibili (Kombu, Hijiki, Nori, Kelp, Wakame) lKlamath presenta un contenuto minerale più equilibrato con maggiori quantità di calcio e fosforo, percentuali molto più basse di sodio e iodio, buone quantità di magnesio e di ferro e un miglior rapporto proporzionale potassio/sodio, più simile a quello di verdure e cereali (16:1 contro 2:1 o 1:1 delle alghe marine). La tecnica di essiccazione utilizzata per la raccolta assicura degli standard qualitativi adeguati alla ricchezza nutrizionale di questo cibo superiore. Le alghe vengono raccolte direttamente nel lago quando si trovano in piena fioritura, cioè al massimo della loro capacità nutrizionale ed enzimatica, utilizzando una strumentazione che consente di 'pescare' solamente le fioriture di alghe (dette 'blooms') che affiorano in superficie, effettuando quindi ben 5 filtrazioni consecutive prima di avviarle alla essiccazione. Per l'essiccazione si utilizzano moderni sistemi di Flash Air Drying e di liofilizzazione a bassa temperatura, mirati a non distruggere o alterare gli enzimi e le altre sostanze termolabili, il che permette di preservare praticamente al 99% la ricchezza nutrizionale ed enzimatica delle microalghe Klamath. Valori nutrizionali Una membrana cellulare formata da una lipoglicoproteina simile al glicogeno umano, che il nostro organismo assimila immediatamente come fonte di energia immediata. Acidi grassi essenziali. La membrana cellulare della Klamath è tra le fonti più ricche di Omega-3 e Omega-6, nella proporzione ritenuta ottimale dai nutrizionisti (2-1). In particolare, e la più alta fonte di acido gamma linoleico, o GLA (10% del peso a secco). Questa dotazione ottimale di acidi grassi essenziali è in grado di contribuire a ridurre i depositi di colesterolo, alla crescita e ricrescita della pelle, dei canali vascolari e dei tessuti nervosi, e a favorire la sintesi delle prostraglandine, importanti modulatori ormonali della funzionalità cellulare dotate di elevate potenzialità antitumorali e antivirali. Proteine e aminoacidi. Nell'alga Klamath le proteine costituiscono dal 59% al 65% del peso a secco totale. Tale misura può variare a seconda della stagione di raccolta e della quantità di radiazione solare, ma rimane sempre molto alta. Nelle verdi azzurre Klamath troviamo tutti gli aminoacidi essenziali e non essenziali, in proporzione ottimale e in una forma biodisponibile che viene velocemente convertita in proteine e aminoacidi dall'organismo umano. Le Klamath contengono dai 60 al 65% di proteine nobili contenenti 20 aminoacidi, inclusi tutti gli aminoacidi essenziali. In particolare, la proporzione degli aminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, che le rende perfettamente assimilabili sotto il profilo proteico. La Klamath contiene anche elevate quantità di aminoacidi liberi, cioè non legati in catena proteica, che l'organismo assimila con estrema facilità e che sono precursori dei neuropeptidi, i veri motori dell'attività cerebrale e neurologica generale. Assieme alla elevata quantità e qualità di acidi grassi essenziali, ciò le rende estremamente utili in tutte le patologie legate alla degenerazione del sistema neurologico (Alzheimer, sclerosi multipla, etc.). Spettro completo delle vitamine. Oltre ad un alto contenuto proporzionale di vit. C e vit. E, le Klamath posseggono tutto il gruppo delle vitamine B in elevate quantità: B1 (sistema nervoso), B2 (sistema enzimatico), B3 (riduzione del colesterolo e dello stress), B5 (riduzione della stanchezza e antiossidante), acido folico (intestino e sistema cardiocircolatorio). Il dato principale riguarda il contenuto di vit. B12 (anemia e patologie inerenti il sistema cardiocircolatorio), di cui la Klamath possiede quasi il 200% dell'RDA in soli 1,5 grammi. Antiossidanti. Ricchissima di vari pigmenti antiossidanti, la Klamath fornisce, o importanti antiossidanti endogeni, Superossidodismutasi (SOD) e glutatione, il più alto contenuto di betacarotene fra tutti i cibi conosciuti, perfettamente assimilabile perché presente nelle forme cis e trans in maniera bilanciata. Questo corredo antiossidante, arricchito da numerosi altri carotenoidi fra cui alpha e gamma-carotene, esplica importanti funzioni anti-tumorali, antivirali e anti-invecchiamento. Spettro completo di minerali e oligoelementi. Le Klamath sono l'unica fonte nutrizionale contenente tutta la varietà dei minerali e microelementi in una forma sinergica e perfettamente assimilabile. In 2 gr. di Klamath sono sempre in vari abilmente presenti 28 minerali. Basso contenuto calorico: 2,6 Kcal/g Proprietà terapeutiche Non è solo l'eccezionale profilo nutrizionale a conferire a queste microalghe evidenti proprietà nutriterapiche, ma anche l'abbondante presenza in esse di specifiche molecole (ficocianine, clorofilla, cianoficine, specifici polisaccaridi, etc.) immunomodulanti, antinfiammatorie, antiossidanti ed ematopoietiche. Si sono evidenziate varie aree dove tale cibo risulta efficace: Area immunitaria 1. In due studi successivi presso l'Università di Montreal, si è visto che entro 2 ore dall'assunzione di appena 1.5 gr. di Klamath si produce una migrazione del 40% dei leucociti NK (cellule natural killer) dai linfonodi al sangue, e poi dal sangue verso organi e tessuti, mentre il restante 60% aumenta il numero di adesioni. L'azione però è di carattere indiretto, e i ricercatori speculano che si produca tramite il canale comunicativo intestino/cervello. Questo è importante, in quanto definisce la Klamath come immunomodulatore anziché come immunistimolante. 2. Sempre nello studio di Montreal, i ricercatori hanno verificato la capacità della Klamath di ridurre l'azione eccessiva delle cellule polimorfonucleate (PMN), e dunque di abbassare la produzione di radicali liberi e il livello di infiammazione generale dell'organismo. 3. Un altro importante studio in corso di pubblicazione ha dimostrato la capacità della Klamath di stimolare l'attività dei macrofagi, soprattutto grazie al suo contenuto di un nuovo e specifico polisaccaride che, una volta isolato, ha mostrato un'attività dieci volte maggiore dei ben noti lipopolisaccaridi (LPS). Area tumorale L'azione anti-tumorale delle Klamath è ovviamente direttamente legata alla sua azione immunoregolatrice. In questo senso, la Klamath costituisce un ottimo sostegno nutrizionale immunitario a qualsiasi strategia di prevenzione e di cura dei tumori. Più specificamente: 1. Uno studio in vitro ha messo in luce che la Klamath possiede proprietà antimutageniche. 2. Uno studio eseguito dall'equipe della dr.ssa Jensen, che ne sta preparando il relativo manoscritto, ha dimostrato come grazie al suo alto contenuto di ficocianine la Klamath sia in grado di produrre l'apoptosi di alcuni tipi di cellule tumorali. 3. Le ficocianine, di cui la Klamath è ricca (15% del peso a secco), hanno dimostrato di inibire selettivamente l'enzima ciclossifigenasi-2 (COX-2), ma non il COX-1. Si tratta di un risultato molto promettente in quanto la presenza eccessiva di COX-2 è tipica di vari tipi di tumore al seno, e la sua riduzione sembra in grado di bloccare l'angiogenesi e di rallentare la crescita tumorale. Anche se gli studi sull'efficacia diretta delle ficocianine come antitumorali sono ancora scarsi, molto si può dedurre dalla loro azione inibitoria sulle ciclossifigenasi-2 (COX-2). è noto come la ricerca farmacologica più attuale stia studiando in chiave antitumorale i farmaci inibitori delle COX-2. In particolare, si è visto come le COX-2 siano presenti in maniera eccessiva nelle donne affette da tumore al seno. In generale comunque, le COX-2 sono coinvolte in tutte le forme di tumore, a causa del ruolo che le PGE2 svolgono in rapporto alla proliferazione tumorale. Recenti studi hanno messo in luce come le cellule tumorali abbiano bisogno di ambienti ad elevata infiammazione per svilupparsi. Le cellule tumorali creano infiammazione negli ambienti circostanti proprio producendo, tramite le COX-2, le prostaglandine di serie 2 (PGE2). La produzione di PGE2 per mezzo delle COX-2 da parte delle cellule tumorali rappresenta dunque il principale modo di proliferazione e sviluppo del tumore. Ecco perché la ricerca farmacologia considera gli inibitori selettivi delle COX-2 non solo in chiave antinfiammatoria, ma anche al fine di potenziare e migliorare le terapie antitumorali. In effetti, sono ormai numerosi gli studi che indicano i farmaci inibitori delle COX-2 come essenziali coadiuvanti delle chemioterapie. In diversi studi è stato dimostrato che le ficocianine, anche grazie alla loro capacità inibitivi delle COX-2, sono dei potenti antitumorali: • In uno studio giapponese, l'assunzione di ficocianine da parte di cavie erano state iniettate cellule tumorali ha provocato l'aumento dell'attività linfocitaria e del tasso di sopravvivenza (Dainippon, 1983) • Più recentemente, sempre in Giappone, è stato dimostrato che l'assunzione regolare di piccole dosi di ficocianine promuove il mantenimento di una regolare attività cellulare, prevenendo la crescita o la recidiva tumorale. (Dainippon, 1998) • Testate in rapporto alla loro capacità di contrastare il danno ossidativo da perossido-nitriti al DNA, le ficocianine hanno dimostrato di inibire tale danno ossidativi in maniera dose-dipendente. I ricercatori hanno concluso che per la loro capacità di proteggere il DNA, le ficocianine sono da prendere in considerazione come un potente agente terapeutico 21. (Bhat et al, 2001) • Infine, in uno studio effettuato dalla equipe della dr.ssa Jensen in Canada, un concentrato di ficocianine da alga Klamath (ma contenente anche altre molecole antinfiammatorie in corso di studio), è stato testato in vitro sulle cellule tumorali, e ha prodotto l'apoptosi di 1 delle 4 maggiori linee di cellule tumorali, indicando che almeno alcuni tipi di cellule tumorali potrebbero essere soggette all'uccisione diretta da parte delle ficocianine. Area anti-infiammatoria La Klamath è una delle fonti più ricche di antiossidanti. Soli 2 gr. di Klamath contengono circa il 50% dello RDA giornaliero di betacarotene, corredato da numerosi altri carotenoidi, tra cui alpha-carotene, gamma-carotene, zeaxantina, astaxantina, luteina e licopene. La sinergia di questi antiossidanti con altre vitamine (C,E) e minerali (selenio, zinco, manganese, etc.), tutti presenti nella Klamath, sarebbe di per sé sufficiente a svolgere una significativa azione antinfiammatoria. Ma le Klamath, come altre verdi-azzurre anche se in concentrazioni più elevate, è ricca di ficocianine, pigmenti blu presenti in tutte le microalghe verdi-azzurre le cui proprietà antinfiammatorie sono state evidenziate da diversi studi: 1. Le ficocianine sono dei potenti antagonisti dei radicali liberii, e svolgono una significativa azione epatoprotettiva. 2. Le ficocianine hanno dimostrato di inibire l'infiammazione auricolare e di prevenire la colite indotta da acido acetico nei topi. Questi studi hanno messo in risalto come l'azione antinfiammatoria delle ficocianine si esplichi attraverso l'inibizione del leucotriene B4. In uno specifico studio sulla Klamath, è stato dimostrata la capacità di questa microalga, grazie al suo contenuto di Omega 3 e alla sua capacità di aumentarne i livelli organici, di ridurre i livelli plasmatici di acido arachidonico, precursore delle principali prostaglandine e leucotrieni infiammatori. Area antinfiammatoria Oltre che inibitori selettivi delle COX-2 le ficocianine sono in grado di inibire anche l'enzima fosfolipasi A2, anch'esso coinvolto nel meccanismo di produzione delle PGE2. Infine, le ficocianine hanno anche dimostrato la capacità di inibire la lipossigenasi, enzima promotore di leucotrieni, come il LTB4, responsabile di varie forme infiammatorie, tra cui l'asma e la colite. In vari studi animali, le ficocianine hanno dimostrato: • di ridurre fortemente la colite indotta da acido acetico • di ridurre significativamente l'infiammazione prodotta sulle cavie in 4 modi diversi (iniezione di Acido arachidonico; di carragenina; colite da acido acetico; impianto di pellets di cotone) • di inibire l'infiammazione auricolare nelle cavie Inoltre, ulteriori studi hanno mostrato come le ficocianine siano in grado di svolgere un significativo ruolo antiartritico; e di normalizzare i livelli eccessivi di TNF-alpha, dato estremamente importante anchein rapporto alle patologie autoimmuni. Infine, l'azione antinfiammatoria delle ficocianine si estende anche al sistema neurologico: uno studio recente ne ha dimostrato una potente azione neuroprotettiva in rapporto ai processi ossidativi ed infiammatori delle cellule neuronali (nel caso specifico, dell'ippocampo), lasciando intravedere possibili applicazioni sutipiche patologie neurodegenerative quali Alzheimer e Parkinson Area antiossidante • Azione 'scavenger' sui radicali liberi dell'Ossigeno • Inibiscono la lipoperossidazione epatica • Svolgono un'azione antinfiammatoria, soprattutto grazie al loro elevato potere antiossidante, equivalente a quella dei principali FANS (senza ovviamente gli effetti collaterali di questi ultimi) • Inibiscono la chemiotossicità epatica • Infine, il dato forse più significativo in rapporto al potere antiossidante delle ficocianine è quello stabilito dall'equipe del dr. Romay nel 1998: il loro studio ha dimostrato che le ficocianine sono ben 40 volte più potenti delle vit. C (Ac. Ascorbico) ed E (Trolox) contro i radicali perossidi e ossigeno-reattivi Area antivirale Le verdi-azzurre in generale sono ricche di sostanze antivirali, come messo in luce da diversi studi su diversi tipi di microalghe. Anche se non esiste ancora nessuno studio specifico in questo campo sulle Klamath, esiste una ampia casistica empirica con importanti risultati su patologie che vanno dall'herpes alle varie forme di epatite. Va comunque detto che la potente azione immunoregolatrice della Klamath, così come il suo contenuto in molecole immunostimolanti (polisaccaridi, ficocianine, etc.), mettono il sistema immunitario in condizione di far fronte adeguatamente alle più diverse problematiche virali. Più specificamente, la Klamath contiene diversi tipi di polisaccaridi, tra cui eteropolisaccaridi e lipopolisaccaridi, la cui azione antivirale per via immunomodulante è stata ripetutamente provata; e altre macromolecole, come i sulfonoglicolipidi e i fosfoglicolipidi, che sono attualmente studiati per la loro azione immunomodulante e antivirale. Area metabolica 1. Metabolismo dei grassi. In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medical School, si è dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo LDL e trigliceridi. Diversi gruppi di cavie sono stati sottoposti a una dieta integrata con olio di soia, una dieta priva di acidi grassi polinsaturi, e ad una dieta priva di polinsaturi ma integrata con Klamath. La dieta a base di Klamath, pur contenendo la Klamath solo circa un 5% di acidi grassi, ha prodotto nel giro di un mese i risultati migliori, come: massimo aumento degli EPA e DHA, consistente riduzione dell'acido arachidonico, e una diminuzione di colesteroloe trigliceridi anche del 75% L'importanza nell'alimentazione e nella salute umana degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA o polynsaturated fatty acids) della famiglia omega-3 (ω3), acido eicosapentaenoico (EPA, C20: 5n-3) e docosaesaenoico (DHA, C22: 6n-3), ed omega-6 (ω6), acido γ-linolenico (GLA, C18: 3n-6), diomo-γ-linolenico (DGLA, C20: 3n-6) ed arachidonico (ARA, C20: 4n-6) è ampiamente provata. L'EPA ed il DHA svolgono un ruolo chiave nella prevenzione di malattie e disfunzioni cardiocircolatorie (arteriosclerosi, trombosi, ipergliceridemia, ipertensione), infiammatorie (artriti, asma, emicranie, nefriti) e di origine tumorale (tumori dei seno, della prostata e del colon). L'ARA è il principale acido grasso strutturale dei tessuti e, così come il GLA ed il DGLA, è precursore degli eicosanoidi (prostaglandine, tromboxani, leucotrieni). L 'American Heart Association raccomanda un uso di PUFA pari al 10% dell'apporto calorico totale della dieta, con dosi giornaliere raccomandate dell'ordine di 1. 0- 1. 5 g /adulto. 2. Crescita muscolare e organica. Uno studio svolto sempre presso la Harvard Medical School ha testato gli effetti della Klamath sulla crescita delle cavie in rapporto ad un gruppo di controllo sottoposto alla stessa dieta ma senza l'aggiunta di Klamath. Il gruppo di cavie alla cui dieta è stato aggiunto solo lo 0,05% di Klamath ha avuto un tasso di crescita generale superiore del 16% rispetto al gruppo di controllo! Questo risultato è tanto più significativo in quanto simili studi effettuati con quantità ben più elevate di spirulina (fino al 73% della dieta) non avevano prodotto alcun risultato. In particolare, lo studio ha mostrato come la Klamath aumenti la capacità di assimilazione delle proteine. 3. Normalizzazione del metabolismo glicemico. In uno studio sugli effetti della Klamath in rapporto agli enzimi digestivi endogeni, si è riscontrato che essa inibisce gli enzimi intestinali saccarasi e maltasi in maniera dose-dipendente, contribuendo così alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma. Questo risultato è stato ulteriormente confermato da uno studio nel quale si è visto che la Klamath accresce i livelli dell'enzima pancreatico alpha-amilasi, ed è noto che l'aumento di tale enzima tende a ridurre i livelli glicemici. 4. Permeabilità intestinale. Presso l'Università del New Mexico, si è dimostrata la capacità della Klamath di restaurare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese. Si tratta di un risultato estremamente importante perché la permeabilità intestinale compromessa è praticamente concausa di tutte le patologie. Area neurologica 1. Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sulla malattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla. Il dr. Gabriel Cousins, nel corso degli anni '80, eseguì una serie di esperimenti, i cui risultati, estremamente positivi sull'Alzheimer, sono riportati in un articolo da lui pubblicato sul Journal of Orthomolecular Medicine (Vol.VIII, n.1&2, 1985). Questi dati clinici sono stati recentemente se pur indirettamente confermati, in uno studio svolto presso l'Università del New Mexico, nel quale si è dimostrata la capacità della Klamath di contribuire a curare i traumi cerebrali moderati in sole 6 settimane, con un tasso di successo del 95%, contro il 70% in 6 mesi delle terapie farmacologiche standard. L'alga Klamath come fonte naturale di feniletilammina Una recente analisi scientifica ha rivelato la presenza nella Klamath dell'aminoacido feniletilammina (PEA). La PEA è nota per le sue proprietà di alleviare la depressione e migliorare l'umore. Inoltre, carenze di PEA svolgono un ruolo centrale nella patogenesi dei disordini dell'apprendimento e dell'attenzione. La feniletilammina è un composto naturalmente prodotto dal cervello e responsabile della modulazione delle esperienze associate con il piacere e la consapevolezza mentale. Ad esempio, la PEA viene rilasciata nel cervello quando l'individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore. Per questo, la PEA è stata definita 'la molecola dell'amore'. È risaputo che la PEA, una volta assunta oralmente, attraversa prontamente la barriera emato-encefalica e diventa immediatamente disponibile nel cervello. Nel cervello, l'azione della PEA si basa sul fatto che essa ha una maggiore affinità della stessa dopamina sul meccanismo re-uptake della dopamina nelle vescicole pre-sinaptiche. Ciò significa che, una volta nel cervello, essa viene catturata dalle vescicole pre-sinaptiche e occupa lo spazio normalmente occupato dalla dopamina. Ciò risulta in un aumento della dopamina liberamente circolante nei terminali pre-sinaptici e una maggiore concentrazione della dopamina diffusa nelle fessure sinaptiche, producendo così un rafforzamento della trasmissione dopaminergica. Questa abilità di modulare la trasmissione dopaminergica fa sì che la PEA abbia interessanti proprietà nell'alleviare la depressione e i disordini dell'attenzione, nel migliorare la concentrazione e l'umore, ma anche nella regolazione dell'appetito. Alga Klamath nel controllo delle problematiche psico-neurologiche Circa 20 anni fa, si è scoperto che la quantità di PEA nel cervello dei pazienti depressi era inferiore a quella di individui normali (Sabelli e Mosmain, 1974), e che la PEA somministrata oralmente ai pazienti depressi era in grado di normalizzare la condizione depressiva. In effetti, la gran parte dei farmaci antidepressivi agiscono aumentando i livelli di PEA nel cervello (Mosnaim et al., 1974; Sabelli e Mosnaim, 1974). Alga Klamath nei disordini dell'attenzione (ADD) La PEA è sintetizzata nel cervello a partire dagli aminoacidi fenilalanina e tirosina. È metabolizzata dall'enzima monoamminossidasi (MAO) in acido fenilacetico, che viene poi eliminato per via urinaria. Sia la feniletilammina che l'acido fenilacetico sono stati trovati carenti nei pazienti affetti da ADD. La stessa cosa è stata verificata per la fenilalanina e la tirosina, precursori della PEA. La cosiddetta 'phenylethylamine hypothesis of affective behavior' (ipotesi che la feniletilammina sia responsabile del comportamento affettivo- Sabelli and Mosnaim, 1974) afferma che la PEA è un neuromodulatore endogeno responsabile per suscitare e mantenere stati quali veglia, attenzione ed eccitamento. Strutturalmente, la PEA è strettamente correlata all'anfetamina e, in misura minore, alle catecolamine. La PEA induce effetti comportamentalie ed elettrofisiologici simili a quelli di alcuni derivati anfetaminici (tipo il farmaci Adderall usato per il trattamento dell'ADD). Ma a differenza delle anfetamine, la PEA è endogena al cervello umano, e non sviluppa né tolleranza né dipendenza, né produce effetti collaterali. Allo stesso modo il metilfenidato (Ritalin) sembra che agisca stimolando il rilascio della noradrenalina e PEA endogene. La fenilalanina, precursore della PEA, ha dimostrato di poter accrescere i livelli di PEA nel cervello degli animali. In uno studio, la fenilalanina ha dimostrato di essere efficace nell'alleviare la depressione in pazienti con una bassa escrezione urinaria di acido fenilacetico. Inoltre, la somministrazione di fenilalanina ha portato ad un aumento dell'escrezione urinaria di acido fenilacetico concomitante con un effetto antidepressivo. Ciò suggerisce che gli effetti antidepressivi della fenilalanina siano dovuti alla sua abilità di accrescere i livelli di PEA. Alga Klamath nel controllo della fame Come già detto, la feniletilammina interviene sul meccanismo di re-uptake della dopamina. La dopamina è una monoamina che agisce in qualità neurotrasmettitore anoressizzante, in grado di inibire l'appetito. Gli anoressizanti agiscono come modulatori della trasmissione dopaminergica sia attivando la trasmissione della dopamina sia inibendone il re-uptake. In uno studio specifico la fentermina, agente anoressizzante farmacologico, ha prodotto nei pazienti, in un periodo di 12.4 settimane, una perdita media di 0.87 lb. (394 gr.) a settimana: Tuttavia, la fentermina produce effetti tossici dose-dipendenti sulla dopamina cerebrale negli animali. La PEA agisce in modi simili alla fentermina migliorando la trasmissione dopaminergica. Ma la PEA è una molecola naturale sintetizzata dal cervello e non produce effetti collaterali. Inoltre, la PEA agisce potentemente sugli stati depressivi. In questo modo, la sua azione soppressiva sull'appetito offre anche il vantaggio di produrre effetti positivi sull'umore, il che a sua volta ha ricadute ulteriormente positive sul controllo dell'appetito, soprattutto di carattere nervoso. Suggerimenti d'uso Normalmente, 2-3 grammi al dì per circa 3 mesi è dosaggio sufficiente a svolgere un ruolo ricostituente . Nel caso di problematiche acute e patologie conclamate anche gravi, il dosaggio giornaliero è di 4-5 grammi (8-10 capsule o 16-20 tavolette). Riepilogo delle proprietà nutrizionali delle verdi azzurre Klamath • 65% di proteine di alta qualità • Il profilo degli aminoacidi essenziali è pressoché identico a quello ritenuto ideale per il corpo umano • Spettro di minerali e oligoelementi nella forma organica maggiormente assimilabile • Spettro vitaminico completo e bilanciato • La maggior fonte vegetale di B12 • Elevato contenuto di betacarotene altamente assimilabile. • Ricco di precursori dei neuropeptidi • Fonte di acidi grassi essenziali e nucleici • Altissima percentuale di clorofilla • Tutti i nutrienti sono assimilabili al 97% • Presenza di ficocianine (o fucocianine)( 15% del peso a secco) che costituiscono una molecola estremamente interessante sia a scopi preventivi che terapeutici in tutte le patologie che implichino, come fattori causali determinanti, un'ampia gamma di processi ossidativi, infiammatori e tumorali BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Baumann MH, Ayestas MA, Dersch CM, Brockington A, Rice KC, Rothman RB. (2000) Effects of phentermine and fenfluramine on extracellular dopamine and serotonin in rat nucleus accumbens: therapeutic implications. Synapse; 36(2):102-13 Bhat VB, Madyastha KM., C-phycocyanin: a potent peroxyl radical scavenger in vivo and in vitro, in Biochem Biophys Res Commun, 2000 Aug 18; 275(1):20-5. Brodie AM, Aromatase and COX-2 expression in human breast cancers, in J. Steroid Biochem Mol Biol 2001 Dec;79(1-5):41-7.; Gitte J. Jensen, et al., Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of ImmuneCells in Humans, in JANA, Vol.2, n.3, Jan. 2000, pp. 50-58. Jensen G. et al., Blue Green Algae as an Immuno-Enhancer and Biomodulator, Journal of American Nutraceutical Association (JANA), Vol.3, n.4, Winter 2001, pp. Kushak, R., et al., Effect of algae Aphanizomenon Flos Aquae on digestive enzyme activity and polyunsaturated fatty acids level inblood plasma, in Gastroenterology, 1999, 116:A559. Manoukian R., et al., Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells, in Savage, L., ed., Rafail I. Kushak, et al., Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid,Journal of the American Nutraceutical Association, Vol.2, n.3, Jan 2000, pp.59-65. Romay C., et al., Phycocyanin extract reduces leukotriene B4levels in arachidonic induced mouse-ear inflammation test, in J Pharm Pharmacol. www.algovit.net (Dr. Stefano Scoglio)

 

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Quinoa

Gli appassionati di macrobiotica la conoscono sicuramente e anche quelli che hanno avuto a che fare con il commercio equo e solidale. La quinoa è una pianta originaria del Sudamerica, appartente alla stessa famiglia degli spinaci. Viene utilizzata fin dai tempi degli Incas e degli Aztechi ed è il piatto forte in molti paesi andini, specialmente il Perù e la Bolivia. Infatti ne ho sentito parlare per la prima volta da un’amica peruviana che la mangiava ogni giorno e godeva di ottima salute nonostante la vita stressante che conduceva. I semi di quinoa assomigliano a quelli del miglio, ma sono più schiacciati, contengono circa il 60% di carboidrati e l’11% di proteine di valore biologico molto alto, addirittura paragonabile a quello dei formaggi. La quinoa è poi anche una buona fonte di fosforo, potassio, manganese e ferro. È priva di glutine, quindi può essere assunta dai celiaci. I semi di quinoa sono rivestiti dalla saponina, una sostanza molto amara che va rimossa prima della cottura, lavando accuratamente i semi. La cottura della quinoa è veloce, 15-20 minuti in acqua bollente o brodo. Ha un sapore abbastanza neutro, e può essere utilizzata come gli altri cereali per preparare zuppe e minestre, oppure asciutta per accompagnare carne e verdure o formaggi. Ultimamente ho scoperto che tostando i semi di quinoa per qualche minuto prima di aggiungere l’acqua calda il sapore del piatto migliora decisamente.

 

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